Beh, la differenza è enorme: la sincope è un fenomeno che consegue ad un episodio di improvviso ipoafflusso globale di sangue al cervello. Corrisponde a quello che chiamiamo "svenimento": può avere cause banali (uno spavento) o molto serie (un arresto cardiaco), ma di per sè è solo l'effetto di svariate condizioni possibili, patologiche o fisiologiche.
L'insufficienza vertebro-basilare acuta invece è una situazioni locale, in genere provocata da fatti ostruttivi preesistenti o da particolari "giochi idraulici" all'interno del cranio, per cui avviene la selettiva perdita di flusso della circolazione posteriore dell'encefalo: in questo caso si deve andare a studiare l'apparato arterioso che dall'aorta porta il sangue fino al tronco dell'encefalo e al cervelletto ( e in parte anche alla corteccia cerebrale posteriore). Queste vie arteriose sono un pò difficili da indagare perchè attraversano strutture ossee molto ristrette e tortuose.
L'insieme delle condizioni che mi ha elencato sono molto eterogenee: alcune indicano degli episodi che le sono capitati (p.e. crisi sincopale o angina pectoris), altri delle condizioni patologiche stabili e strutturali (p.e. lacuna ischemica, ipertensione arteriosa, insufficienza mitralica e stenosi carotidea). Come le ho già detto, le commissioni che si occupano di valutare l'invalidità non guardano tanto alle malattie in sè quanto all'impatto che le malattie stesse hanno sulla qualità della vita del paziente e sulla sua capacità di autonomia, lavorativa e/o civile. Per farle un esempio: si ricorda di Oscar Pistorius, quello che ha vinto tutte le gare di corsa con delle protesi al posto delle gambe? Ecco, quello lì, a parità di malattia non vedrebbe riconosciuta neanche una minima percentuale di invalidità, perchè di fatto è in grado di muoversi meglio di chiunque altro. Una persona non atletica che perde entrambe le gambe, e quindi non riesce più neanche ad andare al bagno da solo, ha invece diritto al 100% di invalidità con accompagnamento.
Saluti