Gentile Signora,
in effetti mi pare che le siano già stati consigliati tutti i più comuni provvedimenti che si possono attuare nei casi di cistite recivante. La causa di queste situazioni è perlopiù costituita dalla concomitanza tra una maggiore aggressività di batteri già normalmente presenti nell'intestino e la predisposizione della vescica a farli "attecchire" e sviluppare un'infiammazione locale. Purtroppo i provvedimenti che si prendono, terapia antibiotica a parte, sono sempre piuttosto empirici, destinati ad avere un risultato generalemente buono, ma purtroppo non in tutti i casi. In particolare, nella sua situazione bisognerebbe cercare di individuare attentamente altri fattori predisponenti che potrebbero sfuggire ad un approccio superficiale. Purtroppo questo non è possibile tramite una consulenza virtuale di questo tipo. Una delle possibili strade da seguire (se già non è stato fatto), potrebbe essere quella di una somministrazione di un antibiotico a tempi fissi (es. un giorno la settimana) per lunghi periodi, anche senza ripetere continuamente l'urocoltura. In casi selezionati, può essere indicato eseguire un controllo endoscopico (cistoscopia), cosa che nella donna costituisce un impegno veramente modesto a fronte delle informazioni che si possono trarre da questa indagine.
Saluti