Gli estratti della pianta Cimicifuga racemosa, originaria del Nord America, sono oggi diffusi in Europa principalmente per curare sintomi peri e post-menopausali. In data 7 agosto 2006, il Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria e la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute ha emesso una circolare in cui, in attesa di ulteriori approfondimenti, si richiede la sospensione in via cautelativa, della commercializzazione in Italia di tali prodotti contenenti estratti provenienti dalla Cimicifuga racemosa, in quanto l’Agenzia Europea per la Valutazione dei Medicinali (EMEA) ha emesso il 18 luglio 2006 un comunicato che mette in guardia i consumatori e gli operatori sanitari sui possibili rischi collegati all’uso di prodotti contenenti materiale estratto dalla pianta. Si è pertanto consigliata la sospensione di questo prodotto ai pazienti che attualmente lo stanno utilizzando e, in presenza di sintomi ricollegabili a danno epatico (senso di fatica ingiustificato, perdita dell’appetito, colore giallastro della cute e degli occhi, nausea e/o vomito, emissione di urine scure), si richiede il consulto immediato del proprio medico curante. Infatti ci sono state varie segnalazioni di casi di epatotossicità in pazienti che hanno fatto uso di Cimicifuga racemosa. La tossicità del farmaco è stata valutata mediante il riscontro di una relazione temporale tra assunzione dei prodotti a base di Cimicifuga racemosa e comparsa della reazione epatotossica (casi di epatite autoimmune, o di danno epatico cellulare oppure, in casi estremi e gravi, di insufficienza epatica fulminante). Per ottenere la normalizzazione dei tests epatici dopo una intossicazione acuta da farmaci è necessario attendere alcune settimane, a volte anche mesi, dalla sospensione stessa. L’uso del transmetil, sebbene non sia indispensabile, può comunque essere di aiuto. L’alimentazione da seguire è essenzialmente regolare con l’esclusione assoluta delle bevande alcoliche.